Parigi, toujours

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GIUGNO 2008 (Daniele e Alessandra)

 

 

DICEMBRE 2008 (Davide e Adriana)

  • Venerdi – a piedi fino al Louvre (Conciergerie, Notre Dame, Sainte Chapelle), in metro alla Tour Eiffel (700 gradini), a piedi sugli Champs Elisées illuminati per Natale
  • Sabato – Arsenale, la storia di Parigi, La Grande Arche, La Piramide ecologica (pronta nel 2013), a piedi al cimitero Père Lachaise (tombe di Jim Morrison e Colette), incontro con Anne Lise e Domenico a St. Michel – Ristorante Le Grand Marché (Bastille) con Chiara e Monica
  • Domenica – Mercato Boulevard Richard Lenoir, Notre Dame, incontro con Laura e Lorenzo e Moschea di Parigi
  • Lunedì – Versailles d’inverno, Antony (Sylvia, Giacomo, Ylan)
  • Martedì – Shopping ai Magazines Lafayette (nevica!), alla sera i Lupo a cena
  • Mercoledì – Ecole Militarire, Tour, Quay Branly, Grand Palais, Champs Elysèes, Concorde

MAGGIO 2009

  • Venerdì 22 – Centre Pompidou, mostra Kandinski e Calder, alla sera teatro (L’Etranger di Camus) all’Ecole de teatre du Marais
  • Sabato 23 – St. Denis, Hotel de Sully, Place de St. Michel, ristorante Polidor, St. Sulpice, Quartiere Latino
  • Domenica 24 – Maison europeenne de la Photographie de la Ville de Paris (mostra Henri Cartier-Bresson, Gerard Uferas, Riccardo Zipoli, Francois Fontaine, Laurent Van der Stockt), canale St. Martin a piedi e in barca attraverso le chiuse, Boulevard Beaumarché
  • Lunedì 25 – Parco Citroen (ma la mongolfiera non vola), shopping sugli Camps Elysées, Sylvia Moy chez nous, passeggiata nel Marais
  • Martedì 26 – Palais de Tokyo (esterno), Petit Palais, visita della collezione permanente, Fondazione Cartier (mostra  Beatriz Milhazes) – Alla sera cinema, Millennium
  • Mercoledì 27 – Mostra di Gustave Eiffel all’Hotel de Ville, Passages de Paris da Louvre-Rivoli a Montmartre, a casa a piedi per i Grands Boulevard (Porta quadrata di St. Denis), cena chez Nenesse

NOVEMBRE 2009 (Scirè)

  • Venerdì 13 – Orangerie, Tuileries, Place de la Concorde,      Madelaine, Fouchon, Champs Elysèes
  • Sabato 14 – Louvre, Place de la Concorde, Marais
  • Domenica 15 – Beaubourg, Palais de Tokyo, Museo di Arte      Moderna, Tour
  • Lunedì 16 – Madelaine, Faubourg St.      Honoré, Champs Elisèes, Grand Palais (mostra Da Bisanzio a Istanbul),      Quartiere Latino, Jardins du Luxembourg
  • Martedì 17  – Promenade      Plantée, Rue Doumesnil, Tour e mostra fotografica, Faouchon, Marais
  • Mercoledì 18 – Shopping, Centro Pompidou (tre mostre), Galerie      Piece Unique – elles.centrepompidou.fr

 

APRILE 2010 (Bruzzo)

  • Giovedì 22  Marais, cena dai Lupo,  Quartiere Latino
  • Venerdì 23 – Beaubourg, mostra Lucien Freud, Patrick Jouin,      Errò; Museo Carnavalet, Notre Dame
  • Sabato 24 – Rue de Rivoli, Tour Eiffel, Palais de Tokyo,      Marais, Montmartre, Opera (Magazines Lafayette)
  • Domenica 25 – Mercato di Boulevard Richard Lenoir, Marché aux      Puces di Porte de Vanves, Belleville, Cimitero Père Lachaise, cena con i      Lupo chez nous
  • Lunedì 26 – Montparnasse e salita sulla tour, acquisto T-shirt      chez boutique Anne Maisonneuve, lunga passeggiata fino alla rue Mouffetard      (dove si può mangiare la raclette), visita a Chiara Colombo con pancione.
  • Martedì 27 – Jardins des Plantes, manifattura Gobelins, Place      d’Italie, Butte des Cailles, Saint Louis Sarpetrerie, Bibliotheque      Nationale, parco di Bercy, cena a Montparnasse da Leon
  • Mercoledì 28 – Maison europeenne de la Photographie de la      Ville de Paris (Mimmo Jodice, Philippe Perrin, Antoine Poupel, Michael von      Graffenried), Centre Canadien (Robert Houle), Jeu de Peaume (Lisette      Model, Esther Shalev-Gerz, Mathilde Rosier), Place de la Concorde, shopping,      mostra Paul Klee, libreria Monna Lisait.

 

OTTOBRE 2010

  • Giovedì 21 – Arrivo via Ginevra, spesa e la sera ostriche
  • Venerdì 22 – A piedi fino alla tour e a piedi fino al secondo      piano, museo Guimet, mostra spettacolare di Rashid Rana, cena da Bofinger
  • Sabato 23 – Mercato delle pulci di Porte de Vanves, ma piove,      shopping gastronomico ai magazzini Lafayette, alla sera Martin Alessandro,      con Chiara e Sylvain
  • Domenica 24 – Mercato Boulevard Rochard Lenoir,Antony chez Sylvia Moy, St. Michel      Notre Dame, casa
  • Lunedì 25 – Libreria Shakespeare, Grand Palais e mostra di      Monet, Jeff Koons, cena Tapas
  • Martedì 26 – Shopping, maison Victor Hugo,      Museé Cognacq-Jay, Gare de Lyon
  • Mercoledì 27 – ritorno anticipato causa grève via Zurigo

MARZO 2012

Arriviamo l’8 marzo, così posso serenamente disinteressarmi della festa della donna, non vedo nemmeno una mimosa. Ottimo viaggio in treno, siamo a casa alle 14, dedichiamo il pomeriggio a una prima riscoperta di alcune vie del Marais e alla spesa. Visto ce ci siamo alzati alle 4, siamo troppo stanchi per fare altro. Domani si va.Cena: huitres e fromages, chablis e bordeaux, pain aux noix

9 marzo

Mattinata dedicata alla visita dello strepitoso Museo Marmottan, ricco di quadri di Monet e altri impressionisti, il tutto all’interno di un bellissimo e interessante Hotel Particulier. Poi passeggiata fino al secondo piano della Tour Eiffel, come da tradizione, e da lì ancora a casa, sempre  a piedi. La sera prendiamo un aperitivo-cena con Chiara Colombo, Monica Marconi e i loro compagni e bambini. Cena: strepitosa entrecote

10 marzo

In metro, Nissim de Comondo, e parc Monceau, zona dei banchieri ebrei (vedere netsuke). A piedi fino al Jeu de Paume con Ai Wei Wei e Berenice AbbotShopping gastronomico da Fochon. A piedi fino a casa e spesa, dopo cena tour di Place de VosgesCena: come giovedì, in più alghe di contorno

11 marzo

Con il metro fino ad Antony chez Sylvia eGiacomo, con Ylan & Shan. Ottimo pranzo a base di ostriche in tre versioni (crude, al gratin con soffritto di porri, fritte con farina di tapioca). Poi filetti di triglia con quenelle di fave su una base di salsa al pomodoro piccante. Al ritorno villaggio St Paul e boulevard Beaumarché per mercatino antiquariato, ma molto deludente. Cena con gazpacho e gamberi. Dopo cena passeggiata in un Marais deserto, come sempre la domenica sera

12 marzo

A piedi fino all’Hotel de Ville per vedere la mostra fotografica di Doineau dedicata ai mercati di Parigi (Les Halles) demoliti nei primi anni ’70 e sostituiti con gli attuali, di nuovo in rifacimento. Coda di oltre un’ora, anche perché la mostra è gratuita, del resto lo stesso Doisneau dice che “Parigi è un teatro e ognuno paga il biglietto con il tempo perduto”. Da lì andiamo al Beaubourg dove c’è una bella e ampia mostra dedicata a Matisse e a tutta la sua produzione, con la spiegazione del percorso che l’artista seguiva per realizzare le sue opere. A fianco la mostra “Danse ma vie” è ampia, divertente, didascalica, richiederebbe un po’ di competenza in  materia. Mi ha  colpito il ideo si Eliafur Olufsson, tutto è danza. Proseguiamo per il Quartiere Latino per fare un po’ di shopping (Paolo scarpe, io borsa) rientriamo e ci fermiamo a casa perché sono malata: niente cena con coppa di champagne come da programma

13 marzo

…. Siccome sono ancora un po’ malata, facciamo solo un po’ di shopping nel pomeriggio, e per cena minestrina e bistecca di faux filet

14 marzo

Andiamo direttamente al museo d’Orsay per vedere la mostra “Degas et le nu”, veramente interessante e che offre un dettaglio dell’opera di Degas diverso, fortemente professionale e rivelatore di competenze tecniche inaspettate, oltre a una personalità illuminata. Visitiamo anche una mostra dedicata a un pittore finlandese non particolarmente brillante. Poi, una volta dentro, è impossibile non tornare a vedere tutti gli impressionisti, espressionisti, i pittori che hanno dato la svolta nel XIX secolo, perché il fascino del colore e della luce è irresistibile. Sono tanti, alcuni pezzi sono capolavori irraggiungibili, ma che non si guardano mai abbastanza, ogni volta si scopre un particolare trascurato.

Poi a casa, tempo di valigie, domattina si parte all’alba.

SETTEMBRE 2012

6 settembre – Appena arrivati, ci dedichiamo a una visita al Beubourg dove c’è una mostra sull’architettura italiana negli anni ’60 ma soprattutto una strepitosa mostra dedicata a Gerhard Richter, pittore tedesco che non conoscevo ma geniale, innovativo e bellissimo. Facciamo la spesa e alla sera festeggiamo con una bella cena al Petit Beaufinger

7 settembre – Il tempo ci pare giusto, così al mattino andiamo direttamente al Parc Citroen e finalmente facciamo la salita in mongolfiera, con brivido del volo e panorama da 150 metri. E’ gonfiata a elio, praticamente un palloncino da bambini! Poi, andiamo a piedi fino al secondo piano della Tour, per onorare il nostro soggiorno parigino. Ancora a piedi percorriamo gli Champs Elysees, Faubourg St Honorè con vetrine e gallerie d’arte, e la bella vetrina di Hermes. Entriamo alla Madeleine, che è aperta e con una bella fioritura sulla scalinata di accesso.  Un po’ di  acquisti da Fouchon e senape Malle, poi a casa a fare tartine in attesa di Chiara, Sylvain e Martin.

8 settembre – Altro appuntamento di rito, il mercato delle pulci di Porte de Vanves, dove acquistiamo un orologio da taschino e un paio di occhialini da appoggiare sul naso (pince-nez). Non è, come invece credevamo, la giornata del patrimonio, quindi l’Eliseo e gli altri edifici pubblici non sono aperti, ripieghiamo sul Museo de Les Arts Decoratifs per la mostra Louis Vuitton – Marc Jacob: molto fashion of course. Bellissimo l’interno dell’edificio, che propone anche una mostra sul trompe-l’oeil e ha una collezione permanente di mobili Art Deco di altissima qualità. Interessante anche l’esposizione dei gioielli. Cerchiamo di raggiungere Chiara e Sylvain alla Galleria d’arte Rabouan Moussion, ma arriviamo tardi. Ammiriamo comunque  l’opera notevole del giovanissimo Luke Newton, alla sua prima mostra. Piccolo giro per il Marais e poi spesa e cena a casa, con successivo giretto digestivo.

9 settembre – Tradizionale spesa al mercato di Bouleard Richard Lenoir, poi ci avviamo a piedi fino all’hotel de Ville nella speranza di vedere una mostra che invece è chiusa. Incrociamo però la Senna e l’Ile St. Louis, che non avevamo ancora salutato, dove facciamo un piccolo shopping cadeau da Pylones. Con la metro raggiungiamo il Bois de Boulogne, che è affollato e un po’ polveroso, ma comunque piacevole per godere della giornata ancora bellissima e pienamente estiva. Dobbiamo organizzarci con le biciclette! Al ritorno, birretta al Bistro Populaire, cena e passeggiatina digestiva.

10 settembre – Visitiamo subito la mostra “C’etaient des enfants” all’Hotel de Ville, dedicata ai bambini ebrei cacciati dai nazisti e alle storie di aiuto e ospitalità offerte dai francesi. Molti di questi piccoli ebrei si sono così salvati,  sebbene la maggior parte di loro fosse rimasto orfano o avesse perso anche i fratelli. Con la metro raggiungiamo il quartiere di Montmartre dove c’è un outlet molto interessante di APC, tutto a metà prezzo. Compro due bellissimi pantaloni! Non era in programma perché non la amo molto, ma ormai che siamo qui saliamo la scalinata alla basilica di Montmartr, e ci godiamo la vista aperta su Parigi. Peccato un po’ di foschia, peccato ancora di più il degrado della zona e del percorso che riporta in basso, ricco di verde. Non è tanto lo sporco che disturba, quanto il cattivo odore. Rientriamo a Bastille con la metro e facciamo un o’ di spesa per la cena di stasera, abbiamo ospiti … E la cena sarà molto buona, annaffiata di ottimo vino francese, nostro e offerto da Anne Lise, e champagne offerto da Sylvia e Giacomo. E’ bello rivedere persone e accorgersi che, anche se non ci si incontra per mesi, il piacere di stare insieme è sempre tanto.

11 settembre – Piove! Coraggiosamente ci avviamo alla ricerca della Maison Rouge, una galleria d’arte verso Bercy, che troviamo chiusa. Per fortuna sulla strada troviamo una mostra fotografica all’aperto ambientata proprio sotto la pioggia. Rientrando verso casa facciamo l’acquisto di qualche piccolo regalo, ma l’acqua è davvero forte, bisogna fare un programma alternativo. Andiamo al cinema, a vedere La part des anges (Angel’s share) di Ken Loach, appassionante e divertente, e positivo. All’uscita dal cinema la pioggia è cessata, quindi ceniamo per strada con un falafel preso alla As del Fallafel in Rue Rosiers, squisito e molto più leggero di quanto non ci aspettassimo.

12 settembre – Durante l’ultima, bella giornata a Parigi prima del ritorno in Italia, non ci deludono le mostre al Jeu de Paume (Laurent Grasso, Eva Besnyo, Rosa Barba) e alla Maison Europeenne di Fotografia(Alice Springs, Claude Nori, Choi). Ma ci godiamo anche una bella e lunga passeggiata dal Louvre a casa, con il giro dei portici del Palais Royal, fioriti, e con il piacere di una golosa crepe. Ora valigie. Au revoir …

FEBBRAIO 2013

Venerdì 15 febbraio

Parigi è sempre Parigi e anche in febbraio, nonostante le aspettative siano di freddo polare e città diversa, in realtà il freddo non è così intenso, anzi, e la città è piena di turisti come sempre.

Comme d’abitude, la prima giornata qui è dedicata a una passeggiata perlustrativa fino alla Tour, con salita a piedi fino al secondo piano (circa 700 gradini). Si va a verificare che, non si sa mai, l’avessero spostata.

Il percorso più divertente è quello che da Faubourg St. Antoine porta all’Ile St. Louis con i suoi bei negozietti, o all’Ile de la Cité dove sorge Notre Dame. La cattedrale festeggia 850 anni di vita, portati molto bene devo dire, e per l’occasione deve subire l’invasione di una sorta di palco-gradinata, fatto per poter ammirare meglio la chiesa, ma che spezza irrimediabilmente l’armonia della piazza.

Al Louvre prendiamo la metro fino alla Tour, che ogni volta emoziona per la sua struttura, così leggera e così possente …

Facciamo i 700 gradini fino al secondo piano e lì ci divertiamo, come tutte le volte, a scoprire i luoghi che conosciamo, caso mai avessero spostato qualcosa … Il cielo oggi è bello e variato come solo nei grandissimi spazi si rivela: azzurro sereno con nuvole bianche e grigie e viola che si muovono in continuazione e cambiano il colore della città …

Ormai siamo caldi, e torniamo a casa a piedi, cioè praticamente attraversiamo tutto il centro di Parigi. Da Place del’Etoile scendiamo sugli Champs Elysées, viriamo a sinistra per Faubourg St. Honorè e la vetrina coreografica di Hermes, costeggiamo les Halles, ora un cantiere, rientriamo nel Marais e siamo a casa.

Dopo pochi minuti arriva Sylvia a salutare, e poi andiamo da Chiara, Sylvain e il piccolo, tenero Martin, per un aperitivo a base di Chablis e vino della Tourenne …

Sabato 16 febbraio

Prima di tutto andiamo dall’ostricaro in Faubourg St. Antoine e compriamo una dozzina di ostriche e due belle manciate di gamberi, la cena è organizzata. Mattinata dedicata allo shopping nell’outlet di APC, per il quale dobbiamo andare fino a Montmartre … ma ne vale la pena, tutto a metà prezzo! Penso che Montmartre sia il posto più turistico del mondo, quindi lo snobbo abbastanza. Torniamo a piedi verso casa, scendendo dalla collina verso i Grand Boulevards, e attraversando alcuni degli affascinanti passages di Paris, dove è facile trovare la sorpresa di qualche negozietto particolare, vecchie collezioni, artigiani insoliti. Per esempio, comperiamo tè e cioccolato “A’ la mère de famille”, uno strepitoso negozio d’epoca datato 1761. Torniamo verso il Marais perché abbiamo appuntamento con Chiara e Sylvain per assistere alla performance di un artista che loro ammirano molto, Jonone. Da bravo primadonna, Jonone si fa attendere così tanto che ci stufiamo e ce ne andiamo. Ci tuffiamo nella folla del sabato pomeriggio (l’impressione è che tutta Parigi sia in questo quartiere) e percorriamo il perimetro di Place de Vosges con le sue allegre gallerie d’arte. Torniamo a casa, le ostriche ci aspettano …

Domenica 17 febbraio

Stamattina facciamo i parigini, che mi piace tanto, e andiamo a fare la spesa la mercato settimanale di Boulevard Richard Lenoir: torniamo con frutta, insalata, formaggi, carne.

Ci avviamo verso Bercy pregustando  un bel percorso sulla Senna, e sulla strada incontriamo una nuova galleria d’arte “Trois cerises sur une étagère” con l’esposizione di quadri dedicati al tramonto del sole in Bretagna, realizzati da un giovane artista … Rimango quasi folgorata dalla bellezza, dalla capacità di mettere sulla tela i meravigliosi colori del tramonto sul mare. Il proprietario della galleria, Robert … è simpaticissimo e così appassionato da trasmettere il suo entusiasmo! Decido di rimanere in contatto e ritornare a trovarlo la prossima volta! Ora dedichiamoci al programma di oggi, che prevede la visita alla mostra “La photographie en 100 chefs-d’oeuvre” allestita alla Biblioteca Nazionale di Francia, possente monumento realizzato a Bercy con spazi interni organizzati per biblioteca ed esposizioni e spazi esterni straordinariamente accoglienti, persino con questo freddo! La struttura da sola vale la visita, con i quattro palazzoni a forma di libro incredibilmente leggeri nonostante la mole, che racchiudono un amplissimo spazio aperto, ricco di piante, che si affaccia sulla Senna. La mostra è più interessante che bella, sono esposte fotografie di proprietà della biblioteca, scelte in uno spazio temporale di quasi 200 anni, e le più antiche sono, agli occhi di oggi, poco attraenti. Guardare però il percorso del mezzo è un esercizio appassionante. A completare la mostra, altre immagini di giovani fotografi contemporanei molto attenti all’attualità e molto attenti alla bellezza.

Sulla strada del ritorno (sempre a piedi!) visitiamo i nuovi Docks-Cité de la Mode e du Design, con la bella terrazza sull’acqua, e rientriamo tranquillamente a casa passeggiando lungo la Senna, facendo tappa al Village St. Paul, che continua a non piacermi, e finendo con un breve giro nel Marais, dove non mi stanco di andare.

Dopo un aperitivo casalingo, la cena è faux filet e tournedos alla messicana, innaffiati da uno squisito vino di Bordeaux.

Lunedì 18 febbraio

Giornata intensa oggi, forse anche grazie al clima, freddo sopportabile e cielo blu! Si comincia con il Louvre, dove visitiamo la nuova area dedicata all’arte dell’Islam. Trattandosi del Louvre, non poteva essere altro che il massimo della qualità e della chiarezza. Oggetti meravigliosi,vecchi di centinaia di anni, testimoniano una capacità di circondarsi di cose belle fa parte di popoli che, oggi, vivono nella guerra. La qualità di quanto esposto è davvero considerevole, ci sono oggetti che penso di non aver mai neppure pensato. Dopo il tempo dedicato all’oriente, ci spostiamo per visitare l’installazione di …, anch’essa ispirata a mirhab e meditazione. Facciamo un break a base di patatine fritte da “Les rois de la frite”, proprio di fronte al Pantheon, poi proseguiamo per visitare il museo Delacroix. Si trova nell’abitazione stessa dove il pittore ha trascorso la sua vita, e contiene qualche pezzo di mobilio. Ci sono bellissimi acquerelli e oli,  più a soggetto floreale, che dimostrano la padronanza tecnica e l’occhio artistico del pittore. In parallelo, sono proposti gli acquerelli di Jean-Michel Othoniel, con una buona intuizione sul rapporto tra colore e fotografia,e sculture di Johan Creten, inguardabili. Usciamo dal museo, che si trova tra l’altro in un angolo raccolto e silenzioso si Parigi, per avviarci verso la zona più centrale. Sul percorso incrociamo la mostra fotografica di Jesse A. Fernandez, nella Maison  de l’Amerique Latine, che si dimostra una rivelazione. Bellissimi sono i ritratti di personalità dello spettacolo e dell’arte degli anni ’40 e ’50. La prossima tappa è Fauchon, per un po’ di sano shopping alimentare, e infine sul Blv Montmartre per incontrate Anne Lise. A casa prendiamo una cena leggera, siamo stremati …

Martedì 19 febbraio

Stamattina ci avviamo al Grand Palais per vedere la mostra di Feliz Ziem, che mi incuriosisce in quanto acquarellista. Scegliamo un percorso alternativo, per allontanarci dal traffico, e costeggiamo la Senna passando per strade antiche, dove anche i palazzi denunciano il tempo, e alcuni riportano targhe commemorative di personaggi che lì hanno vissuto, sono nati, sono morti, son passati … Arriviamo al Grand Palais attraverso il Ponte Alessandro III, senza dubbio il più monumentale e ridondante, per l’abbondanza delle decorazioni e l’imponenza delle statue. La mostra si rivelerà un po’ deludente, il pittore è molto bravo, ma non ha una gran personalità, aveva acquisito la pennellata veloce degli impressionisti, ma i suoi soggetti erano piuttosto banali. Ha prodotto moltissimo e, giustamente, ha avuto un vita un grandissimo successo. Dal Petit Palais, attraversiamo gli Champs Elysées per visitare una piccola, curiosa mostra di Frank Gehry. Il grane architetto, con il solo uso della carta da disegno, ha realizzato dei pesci in diverse fogge e dimensioni, più o meno raggruppati per dar vita a sculture luminose, Fish Lamps. Secondo Gehry, “The fish has a perfect form”. Rientriamo verso casa a piedi, con il breve intervallo di una crepe e di un hot dog, e facciamo le ultime spese nel Marais, alimentari e non: Chamonix Orange, Pain d’epices, Alice à Paris.

Chiudiamo in gran bellezza la giornata con una cena superlativa al Metropolitain, nuovo ristorante di un giovane chef capace di abbinare semplicità degli ingredienti, qualità e intuizione negli accostamenti. I piatti, di partenza semplici, si rivelano uno straordinario compendio di sapori prelibati. Da ripetere!

Mercoledì 20 febbraio

L’ultimo giorno a Parigi è sempre un giorno un po’ particolare, perché bisogna fare le valigie, chiudere casa … ma ci penseremo! Alla mattina facciamo la spesa al marchè d’Aligre, un posto dove volevo andare da tempo e che si rivela una risorsa: offerta amplissima e prezzi competitivi. A pranzo gustiamo un goloso falafel alla famosa As du falafel in rue des Rosiers, un panino strepitoso e sano, tutto vegetale. Infine, facciamo un giro alla mostra “L’Histoire de France raconté par la publicité” all’interno dell’Hotel de Sens (uno dei pochi monumenti medievali ancora attivi a Parigi), negli spazi della Biblioteca Forney. In realtà speravo di poter vedere qualcosa di più dell’interno di questa maestosa costruzione, ma non è così, la mostra è allestita in una zona marginale e purtroppo anonima. Ci prendiamo ancora un’oretta per fare un giro verso St. Eustache e le strade limitrofe, un’altra zona allegra piena di locali e negozi.  L’entrata a St. Eustache è sempre un’emozione, la chiesa è gotica che più non si può, potente con i suoi pilastri ben radicati a terra, ma leggera con le volte illuminate dalla luce colorata filtrata dalle vetrate. Alla sera poi, a cena, ostriche, salmone dell’Atlantico e vino di Borgogna, per chiudere in bellezza. Alors, on y va ….

AGOSTO 2013 (Francesca ed Emanuela)

15 agosto – Siamo arrivati, è Ferragosto anche qui

16 agosto – Mattino, al Louvre, per vedere anche la mostra dedicata Michelangelo Pistoletto. I giapponesi si specchiano e si pettinano. I gruppi passano veloci e indifferenti davanti a Giotto, Paolo Uccello, Veronese, Caravaggio, per andare a vedere la Gioconda. Qualcuno si ferma un po’ di più davanti a qualche altra opera d Leonardo. Al pomeriggio: Magazine Lafayette e spese per casa

17 agosto – Marchè d’Aligre, in questa zona non c’è turismo e molti negozi sono chiuso per ferie. Entriamo al BHV per la mostra sul Marais Pic&Spot. Al pomeriggio, Mison Rouge con la mostra My Joburg, dedicata a Johannesburg. Arrivano Francesca ed Emanuela.

18 agosto – Spesa al mercato, poi lunga visita al mercato delle pulci di Porte de Glignancourt. Quindi Tour Eiffel e canonica salita a piedi fino al secondo piano (pant pant). Da qui, ancora a piedi fino a Place decla Concorde.

19 agosto – Lunga tappa al Centre Pompidou per vedere quattro mostre una più bella dell’altra, sebbene di dimensioni molto diverse: Roy Lichtenstein, Simon Hantai, Geneviève Asse, Dove Allouche. Infine, spesa gourmand da Fauchon.

20 agosto – Lunga coda sopportata con pazienza per l’imperdibile e indescrivibile mostra di Ron Mueck, alla Fondazione Cartier. Poi giro nel Quartiere Latino: Rue St. Jacques, Rue Mouffetard. Da qui andiamo alla Pinacoteca di Parigi per la bella mostra di Tamara de Lempicka.

21 agosto – Giro di commiato nel Marais, spuntino con il falafel, poi lavatrici, valigia ….

GENNAIO 2014

(con Daniela, Derek, Patrizia, Stefano)

Giovedì 23 gennaio – E il mio compleanno e la sera mi festeggio alla grande al Bar à Huitres del blv Beaumarchais: zuppa di pesce fantastica, gamberoni strepitosi e crepes perfette. Più champagne e vino profumato. Patrizia e Stefano ci sorprendono e si uniscono a noi per la cena.

Venerdì 24 gennaio – Alla mattina facciamo la spesa, perché la sera si continuano i festeggiamenti, a casa. Poi visitiamo il Museo del Giudaismo (interessante, ma la storia degli ebrei è troppo lunga per condensarla così), che comprende l’esposizione del pittore Maryan e delle sue opere piene di angoscia e dramma.  Ci armiamo di pazienza e facciamo circa un’ora di coda per vedere la bella mostra fotografica  di Brassai, “Pour l’amour de Paris”, all’Hotel de Ville. Arrivano anche Daniela e Derek, ci siamo tutti. Alla sera, gran festeggio domestico!

Sabato 25 gennaio – Facciamo un giro all’Ile St. Louis, poi prendiamo il metro da St. Michel Notre Dame per andare verso la Tour Eiffel. Breve sosta con spuntino al Palais de Tokyo, poi lunghissima passeggiata fino a casa attraverso gli Champs Elysées, Faubourg St. Honoré, Marais. Sulla strada ci sorprende la mostra fotografica, un po’ patinata, di Richard Aujard nella prestigiosa galleria Laurent Strouk. Cena (e festeggiamenti e vino) alla Coupole.

Domenica 26 gennaio – Lasciamo liberi i nostri ospiti che vanno al mercatino delle pulci di Porte de Vanves, mentre noi ci dedichiamo alla spesa nel grande mercato di blv. Richard Lenoir. Nel primo pomeriggio andiamo alla Defense, dove piove che dio la manda, e allora torniamo verso casa. Ci rifugiamo nel Museo Carnevalet, che si rivela ricco, bello, interessante e vario. Terminiamo la giornata con la mostra fotografica di Charles Lansiaux “Paris 1914 – 1918: La guerre au quotidien”, allestita nella  Galleria della Biblioteca di Parigi. Qui ho il brivido del primo biglietto scontato per gli over 60.

Lunedì 27 gennaio – La giornata è fredda e ventosa, ma coraggiosamente attraversiamo i giardini delle  Tuileries, belli anche in inverno, per raggiungere Fauchon e fare un po’ di spesa gastronomica. Rientriamo a casa per accompagnare i nostri amici alla Gare de Lyon. Da qui, indomiti, andiamo a piedi fino alla Tour Eiffel e saliamo al secondo piano. Per il ritorno, ci concediamo il lusso del metro, e di una serata tranquilla a casa.

Martedì 28 gennaio – E’ possibile visitare l’interno dell’Opera Garnier, dove è allestita una mostra dedicata a Verdi e Wagner. Ne approfittiamo. Lo spazio relativo ai due compositori è interessante, ma il palazzo è sorprendente: ricco, sontuoso, con affreschi preziosi e un’architettura interna piena ma non eccessiva. Al piano superiore, corridoio lunghissimi e saloni dove si possono immaginare feste da ballo principesche. Il terrazzo offre un insolito punto di vista della piazza. Da un palchetto riusciamo a vedere le prove del balletto Onegin, che sarà in scena fra pochi giorni: lo riconosco, è un’emozione.

Alla sera siamo a cena da Chiara, che ci attende con Sylvain e Martin, e ci sono anche Sylvia con Giacomo, Ylan e Shan. I bambini sono meravigliosi. Le mie amiche mi commuovono profondamente con una piccola festa a sorpresa: mi fanno trovare una bellissima torta dedicata e uno splendido regalo. Sono senza parole. Grazie!

Mercoledì 29 gennaio – L’ultimo giorno è sempre dedicato genericamente alla città, per salutarla. Alla mattina riusciamo ancora a vedere una bella mostra dedicata a giovani artisti, tra cui Jon One, e passeggiamo fino al Louvre e alla Senna. Sul ritorno entriamo alla Polka Gallery, dove negli spazi sulla strada sono esposte le fotografie, davvero insolite, di Alexander Grorsky, mentre nel cortile prosegue la suggestiva esposizione dedicata al più grande di tutti, Sebastiao Salgado.

Alla sera chiudiamo in bellezza con ostriche e Chablis.

LUGLIO 2014

24 luglio – arrivo regolare e puntuale come sempre. Spesa, cenetta con una buona bottiglia di Bordeaux e fromage, piccolo tour della Place dea Vosges, tanto per vedere che non sia cambiato nulla …

25 luglio – In direzione Beaubourg, ci fermiamo all’Hotel de Ville per la mostra ‘Liberation de Paris – Août 1944, le combat pour la liberté’. La prima parte è fotografica, riprende momenti degli ultimi giorni di combattimenti oltre che le prime pagine dei giornali, moltissimi!, del giorno stesso, mentre annunciavano la liberazione di Parigi. In chiusura un lungo filmato, con il Generale De Gaulle gran protagonista, che mostrava la gioia della popolazione liberata. Impressionante la stragrande maggioranza di donne presenti nei cortei e tra la folla inneggiante. I pochi uomini erano anziani, gli altri, i mariti, i figli, ancora al fronte, o scomparsi.

Raggiungiamo il Beaubourg per le mostre in corso in questo momento: Martial Raysse, artista francese che esordisce con la pop art (difficile trattenersi dal dire Lo potevo fare anch’io) prosegue con un’arte molto ironica e divertente, usa tutti i mezzi espressivi e rivede con forte spunto soggettivo, i ritratti classici, oltre ad altri scomposti in modo molto personale, ma si chiude con una pittura di grandi formati e molto meno ricca di personalitá.

Picabia, Man Ray et la revue ‘Littérature (1922-1924) è un interessante excursus sulle copertine, e i contenuti, della rivista diretta da André Breton, per la quale i due artisti hanno disegnato copertine e illustrato articoli in modo spesso provocatorio e irriverente. Si capisce che si divertivano moltissimo.

Hommage á ‘Magiciens de la terre’ si rivela una mostra fotografica che si limita a illustrare le installazioni preparate in passato per la mostra originale. Per fortuna in entrata c’è un bel video registrato durante l’esposizione, che spiega le varie opere artistiche e ne illustra l’aspetto magico, da rituale, metafisico che vogliono trasmettere.

Infine, Une histoire – Art, architecture et design, dea années 80 à aujourd’hui, coinvolgente, colorata, rumorosa, un esempio lampante di come gli artisti non possano oggi sottrarre la loro creatività a tanti diversi stimoli che arrivano dalla cronaca, dall’ambito sociale, dalla politica, e indirizzano la loro produzione in quest’ottica allargata.

Dopo la lunga visita ci rilasciano al Paradiso au fruit con due belle spremute fresche, quindi rientriamo verso casa per gli obblighi quotidiani della spesa. C’è ancora il tempo per un attento giro alla Polka Gallery, sotto casa, dove ammiriamo (letteralmente) le splendide foto di Françoise Huguier.

Verso mezzanotte arrivano (gioia!) Daniele e Federica

26 luglio – Dopo una passeggiata fino quasi in Place de la Concorde per raggiungere Fauchon e fare un po’ di shopping mangereccio, abbiamo preso la metro verso Place de la bataille de Stalingrado, ovvero siamo arrivati al Bassin de la Villette con l’intenzione di prendere una barca e navigare sul Canal d’0urq. Siamo abbastanza fortunati, la fila per l’imbarco é breve e veloce, prendiamo posto in un punto molto panoramico. La navigazione si svolge all’interno di un canale piuttosto stretto che, dopo aver incrociato i vecchi mulini ristrutturati di Pantin, si snoda tra capannoni industriali, nella primissima parte, che poi lasciano posto a parchi e giardini ben attrezzati per i bimbi, a filari di pioppi e a mura, o resti di mura, che sono diventati tavole pittoriche per i tanti writers che decorano questi spazi con le loro coloratissime creazioni di Street Art.

Il giro dura un paio d’ore, molto piacevoli e rilassanti, sebbene la percezione di una velocità molto controllata alla lunga renda la gita vagamente noiosa, ma c’è bisogno anche di questo qualche volta. Alla fine ci sediamo sul bordo del Bassin de la Villette per una bella e buona birra. Il ritorno a casa, che prevede anche la spesa, é un po’ affannoso in quanto ci rendiamo conto che il nostro macellaio di fiducia, sul quale ho concentrato le mie scelte alimentari per la serata, é sparito … chiuso, in pensione o, chissá. Grazie alla buona memoria di Paolo ne troviamo un altro e la cena è risolta: riso basmati com pomodoro e lamelle di mandorle, bistecche di faux filet, patatine, quiche e formaggi di capra, tutto innaffiato da un ottimo Bordeaux. Tanto ottimo che regala, almeno a signore e signorine, una sonnolenza ingestibile. Dopo una breve passeggiata nella movida della Bastiglia, tutti a nanna.

27 luglio – Senza un vero programma, in quanto Daniele e Federica devono partire nel primo pomeriggio, cominciamo con la spesa al mercato di blv Richard Lenoir. Troviamo in fretta quello che ci serve, così ripartiamo per una passeggiata senza meta che ci porta a Republique, da qui, attraverso piccole e deliziose stradine decentrate, raggiungiamo quasi i Grand Boulevards. Meglio tornare verso casa, per fare un pranzo veloce (gamberi, pomodori freschi, frutta) e accompagnare Dani e Fede al metro. Raggiungiamo la Fondazione Cartier in blv Raspail che, per celebrare i 30 anni di attività, propone una collettiva di molti degli artisti che hanno esposto in questo periodo. Naturalmente c’è il meglio di tutti, é una gran soddisfazione ammirare tanta bellezza. La capacità concettuale di molti artisti moderni non finisce di stupire. La visita richiede circa tre ore, ma rientriamo a piedi attraversando mezza città. Nessun sentore del Tour de France, che pure si sta concludendo sugli Champs Elysées con, presumo, gran dispendio di entusiasmo e festeggiamenti. A casa siamo soli :((

28 luglio – Stamattina abbiamo finalmente onorato Parigi con la ( per noi) consueta salita a piedi al secondo piano della Tour Eiffel. Da qui il panorama é a 360 gradi e sempre mozzafiato.

Nel pomeriggio siamo entrati al Palais de Tokyo per visitare una serie infinita di mostre: devo dire che su alcune ho qualche perplessità, probabilmente dovute alla mia pochezza mentale (l’esplorazione del mondo dei fantasmi o dei riti di morte mi ha lasciata un po’ com’ero), mentre gli spazi dedicati ad artisti più evidentemente sereni e capaci di vivere la realtà con lo spirito giusto mi hanno coinvolta e divertita. Tra tutti, l’installazione di Paul McCarthy, “L’Etat du ciel”, il geniale “Aujourd’hui le mond est mort” di Hiroshi Sugimoto, l’onda senza riposo di Ange Leccia, “Jamais la mer ne se retirte”.

L’ampiezza della mostra ci ha portato via più tempo del previsto, é rimasto quello ci passare a! Ristorante Le Chardenoux, per prenotare !a serata. É stata una grande cena, bravo Cyril Lignac.

29 luglio – La giornata comincia con la visita alla mostra dedicata a Lucio Fontana, presso il Museo di Arte Moderna. Grande soddisfazione per un’ampia presentazione dell’opera completa di questo artista e di tutto il suo percorso, dalle sculture, alla ceramica, ai famosi tagli, aperture curiose sull’infinito, sull’ignoto, sul futuro. Intanto che siamo lì, concludiamo con una visita generale alla collezione permanente, interessantissima, e alle danze di Matisse.

A piedi raggiungiamo la Madeleine, vogliamo prenotare il concerto gospel in programma stasera, e sempre a piedi rientriamo verso il Marais: oggi é giornata falafel (e birra). Facciamo due piccole spese (Fragonard, Mariage Frères, Damman) e rientriamo a casa per prepararci. I GospelDream sono molto bravi e coinvolgenti, sebbene cerchino di convertirci tutti, purtroppo l’acustica della chiesa non é perfetta. Con tutto questo, cantiamo e balliamo con loro When che saints go marching in e Oh Happy Days. All’uscita ci aspetta una Parigi particolarmente ben illuminata, con la Tour scintillante d’oro e il faro che gira, e l’Assemblea Nazionale in versione tricolore. Concludiamo con una passeggiata lungo la Senna illuminata, visto che fra non molto dovremo salutarla.

30 luglio – Mi sconcerta un po’ questo luglio passato senza lasciare vere e proprie tracce estive. Insomma, é il mese estivo per eccellenza, non può andarsene così … Del resto ogni anno la sua fine mi dà davvero il senso del tempo che passa e che non gira in tondo … Ci avviamo in mattinata per un tour proposto dalla guida del Touring, percorsi ben identificati sulle mappe, che non mi ero mai decisa a seguire prima. Invece si rivela una buona scelta, quantomeno consapevole. La prima tappa é per la chiesa di St. Julien le Pauvre, unica chiesa in città dedicata al culto greco melkita, dalle origini antichissime, sebbene oggi abbia ampie parti rifatte. La prima costruzione risale al Medioevo, successivamente ha subito distruzioni e rifacimenti, e oggi si presenta con una facciata semplice, al limite tra il gotico e il romanico, in un angolo un po’ nascosto, seppur centrale, all’imbocco del Quartiere Latino, poco oltre la libreria Shakespeare. Sembra sorgere in un angolo di campagna, anche grazie al bel parco a fianco della chiesa stessa, che conserva l’albero, si dice, piú vecchio di Parigi. La passeggiata prosegue  reso la chiesa di St. Severin, splendido esempio di gotico flamboyant, con bellissime vetrate e un notevole rosone centrale. Continuiamo per la via St Jacques, dove costeggiamo il College de France, poi la Sorbona, e facciamo qui un break con le patatine del Roi des frites. Di nuovo in marcia verso il Pantheon, dove non entriamo, e la Biblioteca di Santa Jenevieve, dove invece ci affacciano e abbiamo la gradita sorpresa di essere accompagnati in visita da una gentile signora. Lo spazio più interessante é quello della biblioteca vera e propria, una sala immensa, illuminata da a!te vetrate, dove le colonne portanti sono state sostituite, grazie a un colpo di genio dell’architetto, da sottili, ma robustissime, colonne in ferro, che proseguono la loro corsa di sostegno anche sulle volte, dove il ferro propone un disegno di sole e luna. Del resto l’immagine simbolo di questa biblioteca é quella dello studente così immerso nello studio da non accorgersi che arriva la notte oppure, in entrata, una riproduzione ingrandita della Scuola di Atene di Raffaello.

Scendiamo dal monte dedicato alla santa protettrice di Parigi fino alla chiesa di St.  Nicholas du Chardonnet, dove vengo ripresa per i miei pantaloni corti …

Ci dirigismo verso la nostra zona: facciamo tappa alla Maison della Photographie per le esposizioni di tre grandi fotografe: Francoise Huguier, Marie-Paule Nègre, Katia Maciel

C’è solo il tempo per una birretta e poi a casa, a  fare le valigie

GENNAIO 2015 (Daniele e Andrea)

1 gennaio 2015 – Cosa si può chiedere di piú, cominciare l’anno a Parigi. Eccoci qui, proprio a Capodanno, dove arriviamo a metá pomeriggio, ma troviamo una cittá tutt’altro che sonnolenta. Resistono le luminarie natalizie, e i ristoranti traboccano di frutti di mare, particolarmente buoni e abbondanti quando fa freddo. La prima serata é casalinga, e assecondiamo la tradizione italiana che vuole l’inizio dell’anno con cotechino e lenticchie. Li abbiamo portati dall’Italia, li gustiamo con un francesissimo Bordeaux.

2 gennaio 2015 – La mattinata e stata dedicata interamente alla spesa e alle provviste per la settimana: biscotti, insalata, latte, yogourt, frutta, ma anche bistecche e ostriche. Il pane, invece, lo prendiamo fresco stasera. A pranzo ci é scappata una crepe sucre, beurre e cannelle. Il pomeriggio é andato tutto per le visite al Beaubourg: Marcel Duchamps (che non ha solo disegnato i baffi alla Gioconda), Jeff Koons, che non é solo il marito della Cicciolina e non propone solo giocattoli gonfiabili, anzi!, Frank Gehry e le sue geniali, magiche, inusuali architetture, fino all’installazione “L’air du temp” di Latifa Echakhch, toccante interpretazione dell’atmosfera dei nostri giorni.

3 gennaio 2015 – Dopo una infruttuosa ricerca al mercatino delle pulci di Porte de Vanves, dove c’era poca offerta e pochi banchi, forse a causa del brutto tempo, siamo andati direttamente alla nuova Fondazione Louis Vuitton. Si trova a Neully, quasi al margine dei Bois de Boulogne e al confine con les Jardins de l’Acclimatation, un parco divertimenti voluto da Napoleone nel 1860. La costruzione, progettata da Frank Gehry, di cui rispecchia pienamente lo stile inconfondibile, è bellissima. Spazio e spazi sempre diversi, con pareti di vetro che permettono la visuale intorno e sui piani inferiori, conferendo alla visita un’emozione sempre grande. Nelle numerose gallerie, esposizioni di giovani – e meno giovani – artisti contemporanei capaci di dare all’arte una dimensione nuova, attuale. In questo scenario, una piccola sala dedicata ad Alberto  Giacometti aiuta a leggerlo nella dimensione all’avanguardia delle sue sculture.

Altri artisti si susseguono con fotografie, dipinti, video, installazioni. Ma il vero punto di forza è rappresentato dalle costruzioni di Olafur Eliasson, l’artista islandese capace di giocare con la luce come nessun altro. Una stanza si raddoppia perfettamente, e in modo verosimile, grazie all’uso sapiente di una parete a specchi. La stessa parete, posta ad angolo, addirittura moltiplica per quattro le immagini … lo zampillo di una fontana, illuminato a intermittenza, regala uno spettacolo nuovo ogni volta … una sorta di cesto, illuminato dall’alto, nell’ombra sembra un albero … Infine diventiamo noi stessi parte dell’opera, con una passeggiata in mezzo ad alte pareti a specchio un po’ inclinate, che ci riflettono e riflettono tutto il pubblico in un gioco continuo di vicino e lontano …

Concludiamo il giro con una visita alle terrazze, alte, luminose e con un panorama, come si dice, “mozzafiato” su Parigi.

Torniamo a casa per finire la spesa e preparare la cena

4 gennaio 2015 – E’ domenica, la prima cosa da fare è la spesa al mercato di Boulevard Richard Lenoir: frutta, verdura, carne, pane, quiche.  Rientriamo appena per posare la spesa, e ripartiamo verso l’installazione di Paul Mc Carthy “La fabbrica del cioccolato”, presso la Monnaie di Parigi. A parte l’intenso profumo di, appunto, cioccolato, l’esperienza si rivela un po’ deludente, salvo il fatto di entrare nello splendido edificio e ammirare il salone principale.

Ci dirigiamo verso la Tour Eiffel, e sulla strada incontriamo la sede del Palazzo delle Arti, dove sono ospitate opere diverse di giovani artisti.

Prendiamo la RER per arrivare alla Tour dove saliamo a piedi fino al secondo piano, come d’abitudine quando siamo qui. Ci fermiamo per ammirare il panorama, sempre grandioso, e al primo piano c’è la pista per il pattinaggio sul ghiaccio e ancora molte decorazioni natalizie. Dopo la Tour, raggiungiamo gli Champs Elysées per vedere le decorazioni luminose, famose per bellezza e raffinatezza. E’ quasi l’ora del tramonto, e si accendono le luci su tutto il viale. Accompagnate da un tramonto rosa e turchese, ci offrono uno spettacolo indimenticabile. Il prossimo inverno parigino sarà fra due anni, dobbiamo ricordarcelo! Ci sono anche i mercatini di Natale, numerosi e affolatissimi.

Ceniamo a casa con risotto e bistecche!

5 gennaio 2015 – La mattina ci perdiamo un po’ alla vana ricerca di gallerie d’arte in zona, purtroppo ancora chiuse per le vacanze natalizie. A pranzo ci troviamo con Daniele e Andrea, che di lì a poco partiranno, per un falafel in rue des Rosiers. Lasciati i ragazzi, ci avviamo verso la zona della Madeleine per cominciare a fare un po’ di spesa. Sul percorso, all’Hotel de Ville, cogliamo un raro momento in cui non c’è coda per entrare, e così vediamo bene e con tutta calma la mostra “Magnum Paris”, dedicata alle fotografie scattate a Parigi dai fotografi dell’agenzia, a partire dai fondatori: Robert Capa, Henry Cartier-Besson e Davide Seymour. Concludiamo il pomeriggio da Fauchon per la consueta scorta di té e altre prelibatezze. Il tempo è ancora bello, freddo ma asciutto. Stasera a cena siamo in due, mi mancano già i ragazzi.

6 gennaio 2015 – Con la metro andiamo diretti a Place d’Italie con l’intenzione di visitare la fondazione Jerome Seydoux-Pathé, incuriositi più dalla recente ristrutturazione firmata Renzo Piano che dal posto in sé. Ahimè apre più tardi quindi, visto che siamo praticamente di fronte, andiamo a visitare la Manifattura Gobelins, molto nota ma che non avevamo mai visto prima. È bellissima! Gli arazzi e i tappeti esposti, con i disegni preparatori, sono precisi, accurati, finissimi, sicuramente risultati di anni e anni di la oro artigianale paziente e certosino, al limite dell’arte più alta. Vicino a questi pezzi, tutti datati mediamente XVIII secolo, una selezione di mobili di design nuovi, innovativi, frutto di una intensa creatività. Il classico che si appoggia a modelli consolidati, ma da sfoggio di tecnica sublime, e il nuovo che fa esplodere la fantasia per dare nuove forme a oggetti consueti.

Andiamo quindi alla fondazione Seymour Pathé: l’ edificio ha una facciata classica, decorata da due sculture dell’allora ancora sconosciuto Auguste Rodin, l’interno é stato rivisto da Renzo Piano in modo estremamente razionale e pulito per dare corretta esposizione a una ricca collezione di macchine per proiezione cinematografica. Scopriamo qui infatti che questo signor Pathé è stato, fino alla prima guerra mondiale, il più grande e innovativo produttore cinematografi o non solo in Francia, ma in tutto il mondo. Su tutta la ristrutturazione poggia il soffitto un po’ a “lumacone” che tanto ha indispettito i francesi e che io trovo adattissimo al contesto.

Facciamo una pausa gastronomica dal Roi des Frites davanti al Pantheon, quindi ci spostiamo al villaggio di Bercy per vedere il museo des Arts Forains: è chiuso!

Torniamo a casa a piedi perchè aspettiamo visite: Chiara con Martin.

7 gennaio 2015 – Ultimo giorno a Parigi anche per questa volta! Lasciamo una città ferita da un feroce attentato, forse di origine islamica, che ha fatto 12 morti, alcuni giornalisti del settimanale satirico “Charlie Hebdo”, e alcuni poliziotti. Pur essendo successo abbastanza vicino a casa, non ci siamo accorti di nulla, eravamo appena usciti di casa diretti verso i magazines Lafayette e l’Opera. I francesi sono subito scesi in piazza numerosissimi, non solo a Parigi, per solidarietà verso le vittime. In Italia avremmo fatto lo stesso? Potevamo andare anche noi che siamo qui …

Concludiamo la serata da Hippopotamus, dove la cena è eccellente, ma la tristezza pesa.

LUGLIO 2015 (Tiziana e Gianni)

2 luglio – Arriviamo con il consueto treno che entra alla Gare de Lyon, puntualissimo, alle 16,11. Dopo aver disfatto le valigie, lavoro veloce in estate, abbiamo fatto subito una bella passeggiata in rue des Francs Bourgeois dove io, in men che non si dica, ho trovato la maglia color verde Tiffany che cercavo. Poi una birretta, spesa e a casa per cena. Dopo, giretto in Place des Vosges mentre il sole, lentamente, tramontava del tutto.   Qui al nord le giornate sono già infinitamente più lunghe che da noi, e fino alle 23 il cielo è chiaro.

3 luglio – Dopo una bella colazione francese siamo pronti per un primo giorno in città. La giornata ci deve servire anche per fare un po’ di shopping su commissione, come ogni volta.

La prima tappa è la Tour St. Jacques, riaperta da pochi giorni al Parigi dopo molti anni di restauro. La torre è del XVI secolo e venne eretta come campanile per la chiesa di St. Jacques à la Boucherie. La chiesa oggi non esiste più, venne demolita durante la Rivoluzione francese, e le pietre vennero riutilizzate per costruire altri edifici; come dire, non si è buttato nulla. La dedica alle boucherie deriva dal fatto che nel medio evo questa zona, già allora ricca di mercati,concentrava un gran numero di macellai che approfittavano della posizione per buttare nella Senna i resti degli animali. Un’immagine raccapricciante, ma aderente al modo di vivere dell’epoca. La torre rimase come monumento e come posto di avvistamento. Ovviamente nel tempo prese a rovinarsi e furono fatti restauri parziali finchè, nel 1800, il barone Haussman, impegnato a rivoluzionare Parigi con la costruzione dei grandi boulevards, trovò i fondi per un primo restauro con diverse modifiche. Interessante osservare che questo monumento, anzichè essere più in basso rispetto al livello stradale perchè più vecchio, risulta più in alto in quanto la ristrutturazione di Haussmann, che voleva le strade  tutte perfettamente sullo stesso livello, ha scavato così tanto da raggiungere una posizione ancora più bassa che 500 anni prima.

Dall’alto della torre, grazie alla sua posizione centrale, si gode un panorama mozzafiato.

Dopo l’ascesa e la discesa della torre, tutto su una lunghissima scala a chiocciola, siamo andati al Beaubourg. La mostra principale è dedicata a Le Corbusier, e trasmette molto bene il ragionamento razionale e ordinato di questo grande architetto, che ha progettato in molte città quartieri e case popolari, dove alloggiare tantissime persone, senza perdere in qualità della vita e bellezza.

La performer Mona Hatoum, libanese, è un personaggio abbastanza inquietante. Forse non è proprio originalissima (i riferimenti a Marina Abramovich sono molti) ma riesce a dire anche delle cose sue e, in alcuni casi, a trasmettere sensazioni poetiche e intense.

La fotografa Valerie Belin coglie le espressioni delle persone con una tale fissità da lasciare il dubbio che si tratti di esseri viventi o meno, mettendo quindi in dubbio la presenza della vita negli esseri animati e in quelli inanimati.  Infine lo svizzero Gottfried Honegger si inserisce perfettamente vicino a Le Corbusier per le sue opere grafiche e rigorose.

Ma la vera sorpresa della giornata è la chiesa di S. Merry, del XVI secolo. Dopo anni di restauri la chiesa è riaperta in tutto il suo splendore dello stile gotico flamboyant. E’ solenne, con splendide vetrate originali, una curiosa navata in più sulla destra e numerosi affreschi e quadri di autori poco noti, almeno in Italia, ma splendidi.  Sorprendente è la presenza di opere moderne che si affiancano ai capolavori antichi con riservata eleganza: si tratta di una collaborazione con il Beaubourg, e al momento è esposto uno splendido arazzo di Anne Gratadour. Nei fine settimana la chiesa offre concerti di musica classica;  infine apprendo che la chiesa si avvale di una gestione mista tra religiosi e laici che ne fanno un vero punto di riferimento e di accoglienza.

E’ ora di rientrare per prepararci alla sontuosa cena di stasera: ci attende lo storico ristorante Le Train Bleu, un posto quasi leggendario. La cena è veramente speciale (io gusto una tartare super!) e l’ambiente raffinato e di grande bellezza. Sulla strada del ritorno costeggiamo la Senna dove i parigini, numerosissimi, fuggono il caldo e celebrano l’inizio del week end con pic nic organizzati lungo i quai e nei prati vicini, suonano, ballano il tango o i balli latino americani, si divertono. L’ambiente è molto vivace e piacevole, si respira un’aria di sana voglia di stare all’aperto e in compagnia.

4 luglio – Voglio visitare Versailles per ammirare le installazioni di Anish Kapoor. Fa molto caldo, e già il lungo viaggio in treno (circa un’ora) è un po’ faticoso. All’arrivo facciamo un po’ di coda per acquistare i biglietti: da questo momento la visita procede senza intoppi salvo, ripeto, l’impegno a muoversi su un terreno chiaro, dove i bollenti raggi del sole si riflettono, e su distanze che appaiono misurate, ma in realtà sono notevoli. Andiamo direttamente ai giardini, entrambi abbiamo visto il palazzo più volte e non siamo interessati a una ulteriore visita (oltre al fatto che c’è una coda infinita che si snoda sotto il sole, per passare i controlli di sicurezza).

Appena entrati nei giardini, il primo capolavoro si mostra nel suo geniale splendore: come un richiamo alla Galleria degli Specchi, uno specchio convesso riflette la facciata della reggia, dandone una visione inedita. Sul retro, dalla parte concava, il riflesso è al contrario. Un’immagine che cambia in continuazione a seconda del movimento e delle persone che passano davanti e si riflettono. Più avanti, un altro grande specchio rotondo, rivolto verso il cielo, riflette le nuvole e le loro trasformazioni: un altro quadro mai uguale a se stesso, uno spettacolo continuo.

Anish Kapoor ha poi installato due grandi opere dedicate alla trasmissione del suono, un enorme timpano e una curiosa costruzione che sembra un grande orecchio, dove si è invitati a entrare. Ma è l’opera in fondo a giardini quella più inquietante: un vortice d’acqua che non si ferma e trascina verso l’abisso tutto quello che galleggia sopra.

Aspettiamo l’ora giusta per vedere i giochi d’acqua, abbastanza noiosi per la loro staticità, quindi ci avviamo verso casa sapendo di dover fare un viaggio un po’ lungo, anche se ora più al fresco.

Scendiamo in centro per andare da Fauchon e incontriamo per caso Chiara e Sylvain, in giro per fare venire l’ora di andare a recuperare Martin che è a una festa di compleanno. Che bella sorpresa!

La stanchezza stasera ci impone cena casalinga e corretto riposo.

5 luglio – Sono arrivati Gianni e Tiziana. Non abbiamo rinunciato alla consuetudine di fare la spesa nel mercato di Blv Richard Lenoir. Nel pomeriggio siamo stati a St. Denis dove abbiamo visitato (per noi è la seconda volta) la cattedrale con le tombe dedicate ai primissimi re di Francia e alle diverse dinastie, fino alla Rivoluzione Francese. Al ritorno ancora una lunghissima passeggiata dagli Champs Elysées a casa, e cena sempre a casa con bistecca e patatine.

6 luglio – Dedichiamo la giornata alla visita della casa di Monet a Giverny, un posto incantevole dove siamo già stati alcuni anni fa, ma in una stagione diversa, l’inizio della primavera. Oggi il giardino è un’esplosione di colori e di fiori. Qui nulla è lasciato al caso: davanti a un’apparenza di natura sovrana e padrona, esplosiva nella sua quantità e varietà, c’è la ferma mano dei giardinieri che hanno curato accostamenti cromatici, in contrasto o in nuance, da far apparire ogni angolo come un quadro. Vedere dall’altro lato del laghetto il ponticello che Monet ha dipinto tante volte, immaginarlo seduto in un punto preciso della passeggiata intento a riprendere la luce e i colori, scoprire che le tonalità dell’acqua e dei riflessi sono identiche a quelle dei suoi quadri … un’emozione straordinaria!

La visita si completa con l’esplorazione della casa di Monet, del suo studio, delle camere da letto, della grande cucina e dell’accogliente sala da pranzo. Oltre ai suoi capolavori (copie, naturalmente!) alle pareti sono appese numerose stampe giapponesi, una collezione preziosissima che rivela la passione di Monet per il Paese dell’estremo oriente.

Dopo la visita ci fermiamo per un ottimo pranzo presso il ristorante Les Nymphèas, appena fuori la casa e, in attesa dell’ora per rientrare, visitiamo i primissimi dintorni, con la chiesa di Giverny, intitolata a Santa Redegonda, nel cui cimitero riposa Claude Monet e tutta la sua famiglia.

7 luglio – Oggi a metà pomeriggio è prevista la partenza di Gianni e Tiziana, e questo ci dà la regia per tutta la giornata. Al mattino visitiamo l’Arsenale, sempre interessante nel proporre l’evoluzione urbanistica di Parigi, quindi passeggiamo un po’ nel quartiere latino. A pranzo risolviamo con un buon falaffel in rue des Rosiers, accompagnato da una birra squisita nel bistrot di rue de Perle. Salutiamo i nostri amici, cerchiamo inutilmente di fare ancora un po’ di shopping, infine rientriamo a casa per avviare anche la nostra valigia: domani si torna.

 

louvre

Giugno 2016 (Rita e Mauro)

090616 – L’arrivo a Parigi è come sempre puntualissimo. Abbiamo il tempo di fare la spesa e un primo giretto nel Marais.

100616 – Il mattino è dedicato al Beaubourg e alla ricca e didascalica mostra di Paul Klee. Come al solito l’entrata permette di visitare tutte le mostre aperte quindi, dopo la principale, vediamo anche un’ampia rassegna dedicata al movimento italiano dell’Arte povera. Al pomeriggio ci spostiamo a Montmartre per visitare l’omonimo museo. Scopriamo un angolo di passato, una zona dove resistono vecchie e caratteristiche case di campagna, coperte da rami rampicanti, e il ricordo di vecchi locali storici come Le lapin agile e Le chat noir. Il museo ha sede in quella che è stata la casa di Susanne Valadon e di suo figlio, Utrillo. Pur se non ci sono pezzi di grande valore, la visita è estremamente interessante per l’immersione nell’ambiente passato e la precisa comprensione di quello che è stato il movimento artistico degli ultimi anni del 1800, prima che tutto il fermento culturale si spostasse a Montparnasse.

Alla sera arrivano Rita e Mauro

110616 – Dedichiamo la mattina a una visita del Marais, passiamo dal villaggio St. Paul, raggiungiamo l’Ile St. Louis, l’Ile de la citè, Notre Dame, raggiungiamo il quartiere latino per fare sosta a St. Severin, St. Julian le Pauvre e la libreria Shakespeare. Dopo la pausa pranzo, nel pomeriggio restiamo sulla rive droite, camminiamo fino al Louvre per vedere la piramide “sparita” e rientriamo con un lungo giro a piedi che ci porta fino al Pont des Arts, oggi ripulito dai lucchetti. Cena casalinga.

120616 – È domenica e come da tradizione alla mattina facciamo una ricca spesa al mercato: gamberi e salmone, baguette croccante, frutta e verdura. Riserviamo il meglio per la cena, a pranzo scegliamo una paella pronta. Nel pomeriggio facciamo un lungo giro nel quartiere latino, con visita alla splendida St. Etienne du Mont, place de la Contrescarpe, rue Mouffetard. Ai Jardin du Luxembourg ci fermiamo qualche minuto in ascolto di un concerto per pianoforte, proseguiamo fino alla famosa St. Soulpice. Qui ci sorprende un acquazzone che ci costringe a una sosta un po’ più lunga del previsto, ma appena liberi raggiungiamo Les deux magots per un lussuoso aperitivo. Poi lentamente scendiamo e torniamo verso casa costeggiando la Senna, sempre piuttosto gonfia d’acqua.

130616 – Giornata di shopping e lecher vitrines. Al mattino incursione femminile ai Magazine Lafayette, al pomeriggio giretto fruttuoso nel Marais con piccolo bottino presso Fragonard. A cena un sempre ottimo Bofinger.

140616 – Oggi purtroppo Rita e Mauro rientrano a casa. Al mattino li accompagnano in stazione, il treno è puntualissimo. Paolo non è in forma, con la metro andiamo verso il centro per completare tè e terrines da Fauchon, biscotti al miele e all’arancia, ancora qualche regalino da Pylones e Fragonard. Pranziamo a casa per stare un po’ tranquilli e al caldo, salvo poi un’oretta di passeggiata nel Marais. Primi preparativi per la partenza: bucato, riordino ….

150616 – Purtroppo anche per noi è arrivato l’ultimo giorno. Al mattino incontriamo Elena, con la speranza che possa in futuro diventare una risorsa per la gestione della casa. Andiamo poi direttamente alla fondazione Louis Vuitton per ammirarne la bellissima rivisitazione rigata fatta da Daniel Buren. L’intervento dell’artista francese si limita all’esterno, ritorniamo così, dopo un breve tratto in metro, passando dagli Champs-Elysées e da lí, a piedi, fino a casa. Non ho più visto la Senna, per la prima volta da quando svengo regolarmente a Parigi, non ho visto la Tour … La serata sì conclude con i preparativi per la partenza domattina: valigie, bucato, saluti.

DICEMBRE 2016

8 dicembre – Arriviamo a Parigi con il volo easy Jet che atterra alle due a Orly, ma non siamo a casa prima delle quattro e mezza, meglio il treno! Pomeriggio dedicato alla spesa in zona e a organizzarci un po’. Siamo in sei!

9 dicembre – Ora che siamo pronti tutti è quasi mezzogiorno. Ci avviamo per visitare Notre Dame, ma D non sta bene e torna a casa. Ci dividiamo, due vanno al Sacre Coeur, noi al Beaubourg a vedere le mostre di Magritte e Cy Twombly. Rientriamo poi subito a casa perché D ha la febbre e gli serve l’aspirina. In serata anche A ha problemi di stomaco … aiuto! Che domenica si prospetta?

10 dicembre – Per fortuna i malesseri erano passeggeri, stamattina i due stanno meglio e ci allunghiamo a fare una passeggiata nel Marais e a fare la spesa. Pranzetto di mezzogiorno a casa, leggero per tutti, poi si riparte, a piedi, fino al Beaubourg, Louvre, Place de la Concorde, Tuileries, quindi un pezzo di metro per arrivare fino alla Tour. Anche se un po’ nascosta dalla nebbia, lei è sempre là, simbolo e guardiana della città. Saliamo a piedi fino al secondo piano, e mi accorgo di non averla mai visitata di notte, quando le luci offrono un panorama diverso. Scesi dalla Tour, raggiungiamo gli Champs Elisèes magnificamente illuminati per le feste, poi i deliranti mercatini di Natale, infine finalmente a casa per cena, sempre leggera. Dani e Giorgia cenano al Petit Marché e tornano entusiasti.

tour

11 dicembre – Stamattina i ragazzi rientrano a casa, il volo alle 11 impone una partenza ben anticipata. La casa torna velocemente ordinata e … silenziosa. Come da tradizione, visto che è domenica, andiamo a fare la spesa al mercato di Boulevard Richard Lenoir e compriamo scorte per un paio di giorni. Appena il tempo di uno spuntino e ci dirigiamo alla Monnaie de Paris a vedere la mostra di Maurizio Cattelan. Non mi era mai capitato di osservare tanti suoi lavori insieme, qui commentati da critici francesi, ma in termini molto chiari e condivisibili. Una mostra ricca, completa, all’interno di un palazzo storico, la zecca di Parigi, bello ed elegante e con vista sulla Senna. Raggiungiamo poi il negozio di Fauchon alla Madeleine per la consueta scorta di tè, terrine e fois grazie, quindi rientriamo a casa. Ma la giornata di oggi è segnata dalla terribile notizia che durante la notte se n’è andata Daniela …. Daniela ha concluso il suo giro nel mondo.

12 dicembre – La super tappa di oggi è la Fondazione Louis Vuitton. Ormai conosciamo la strada, arriviamo con comodo verso mezzogiorno e facciamo circa un’ora di coda per entrare, fa anche abbastanza freddo, ma ne vale la pena. La collezione Chtchoukine è amplissima e ricca di pezzi d’arte preziosi e bellissimi. Siamo davanti alla grande sensibilità di un collezionista russo che ha intuito, più che capito, il valore dell’ arte moderna dagli impressionisti fino ai cubisti. Amico di Matisse, ha riempito la sua casa di opere, alcune su commissione, che oggi sono conservate all’Hermitage di san Pietroburgo e al museo statale di Mosca. Sono i capolavori che hanno ispirato il suprematismo russo, dando spazio a nuove emozioni. Tutto sotto le maestose vele di Frank Gehry ancora colorate dai pannelli di Daniel Buren.

Dopo tanta bellezza, ci siamo spostati verso l’Opera per ammirare il grande albero di Natale, tutto bianco, all’interno dei Magazines Lafayette.

Cena casalinga a base di ottimi formaggi

13 dicembre – Ci dirigiamo verso Montmartre per fare acquisti da APC, e ne approfittiamo per scoprire un altro angolo della zona. Ho sempre pensato a Montmartre come se fosse solo la basilica del Sacre Coeur, una brutta chiesa in una zona terribilmente turistica e raggiungibile attraverso una strada maleodorante. L’anno scorso l’abbiamo raggiunta da un percorso diverso definito dalla volontà di visitare il museo du Vieux Montmartre, quest’anno abbiamo percorso l’avenue Junot. Siamo in un viale alberato che si arrampica dolcemente verso il monte. Le case, tutte belle, alcune bellissime, non hanno più di due o tre piani, le facciate bianche, le finestre con gli scuri o con enormi vetrate. Al numero 15 c’è la casa, costruita nel 1926, dall’architetto austriaco Adolf Loos per il poeta Dada Tristan Tzara. La completa mancanza di decorazioni, le linee pulite, le proporzioni perfette la rendono simile alle case costruite cinquant’anni dopo. Poco lontano, la villa Leandre si presenta come una strada secondaria sulla quale si affacciano villette singole in stile anglo-normanno, le cui facciate sono in gran parte coperte da rampicanti verdi e rigogliosi. Il piccolo portone della casa n. 4 riproduce le pale di un mulino, per ricordare la vicina presenza del mulino de la Galette.

In cima all’avenue Junot si apre la piazza Marcel Aymé, su un lato della quale è posta la divertente statua di un uomo che sembra passare attraverso un muro.  A pochi metri, la piccola Place Dalida si apre in una curva, con un busto che raffigura la cantante. Da qui, la vista verso la cima del Montmartre è molto suggestiva; continuiamo la nostra passeggiata godendo di questo silenzio e questa calma, così lontani dalla vita frenetica parigina. Qui sembra di fare un salto indietro nel tempo.

Lasciamo questa zona incantata e rientriamo a casa, a piedi, senza mai avvicinarci alla Senna.

Alla sera, la cena è al ristorante Mai Thai, che io trovo ottimo, Paolo meno …

14 dicembre – Anche questa volta è arrivato l’ultimo giorno, con l’impegno di valigie, ultime commissioni, lavatrici … Organizzo un giro che parte dai Jardins du Luxembourg fino al palazzo del Senato poi, attraverso varie strade nel quartiere latino, raggiunge la chiesa di St. Jaques de Haut Pas, sul cammino per Compostela, e la Val de Grace, con la cupola che ricorda le chiese barocche romane. Purtroppo sono entrambe chiuse, ma ci serviranno da meta per la prossima volta.

Facciamo tutto a piedi, quindi ci vuole il suo tempo. Riesco a passare da rue Grenelle per dare un’occhiata alla nuova boutique di Ines de la Fressange, quindi torniamo verso casa per le ultime spese. Ci fermiamo in rue des Rosiers a mangiare i falafel, e infine ci rassegniamo a rientrare. Domattina si parte presto …

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