Stockholm

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10 settembre 2010 – Qui siamo ancora in piena estate, ma corredati di abbigliamento quasi invernale raggiungiamo la Scandinavia, la Svezia,  Stoccolma. L’aereo che prendiamo a Linate è piccolissimo, quasi un pullman, non ha posto nemmeno per i bagagli a mano che stiviamo direttamente prima di salire e ugualmente raccogliamo all’arrivo. Il viaggio è tranquillo e, dall’aeroporto Arlanda, in 20 minuti raggiungiamo la città con un trenino comodo e puntuale.

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La stazione è nella city, il nostro albergo è il First Reisen, a Gamla Stan, l’isola dove sorge la parte più antica di Stoccolma. L’hotel si affaccia direttamente sull’acqua, e guarda i quartieri (o le isole) di Skeppsholmen e Djurgarden. Stoccolma è composta infatti da un arcipelago di 14 isole, poste dove il  lago Mälaren incontra il Mar Baltico. La prima cosa che colpisce sono gli attracchi per le barche presenti ovunque, in tutto il perimetro delle isole. Nonostante  il freddo, è chiaro che gli abitanti sono abituati a vivere l’acqua con un rapporto molto diretto, usano le imbarcazioni con estrema facilità e possono ormeggiarle dappertutto. C’è anche, nel bacino, una enorme nave da crociera Costa (che durante il nostro soggiorno si allontanerà per venire sostituita da un’altra nave altrettanto grande), ma mancano totalmente, almeno alla vista,le infrastrutture portuali che conferirebbero un aspetto industriale. Facciamo una prima passeggiata per Gamla Stan, e diamo una prima occhiata esterna al Palazzo Reale, caratterizzato da un’architettura austera e molto elegante. Nel complesso, il quartiere mantiene l’aspetto medievale, le strade sono strette e le case basse e solide. Decidiamo però di dare una prima occhiata generale proprio dall’acqua, e saliamo su uno dei numerosi battelli che fanno il giro panoramico: in un colpo solo apprezziamo l’eleganza dei palazzi, alti e stretti, con facciate dalle linee morbide e colori sobri, e la bellezza delle imbarcazioni, tra cui molti velieri in legno. Torniamo al punto di partenza per visitare il Palazzo Reale (Kungliga Slottet) in stile barocco italiano.

2.jpgNon è più la residenza della famiglia reale, ma  un luogo regolarmente usato dal re e dal governo per incontri di lavoro, eventi e cerimonie, e quando accessibile aperto al pubblico che ne può apprezzare sia gli aspetti pratici che gli arredamenti di grande e insolita bellezza.  Oltre a una sfilata di stemmi variopinti, visitiamo molte stanze e corridoi che ricordano gli arredi dei palazzi francesi, con una bella raccolta di dipinti, fino a incontrare una stanza moderna, luminosa e colorata, arredata con pezzi in elegantissimo stile “svedese” … ! La visita si conclude con due ritratti moderni dei reali di Svezia, due belle opere pop.  All’uscita assistiamo a un rapido cambio della guardia (quello solenne si tiene la domenica mattina), e ci spostiamo nella bella piazza di Stortorget, dove si affaccia il palazzo della Borsa che ospita l’Accademia di Svezia e il museo Nobel. Siamo sulla piazza più antica di Stoccolma, il centro storico attorno al quale è cresciuta la città, con al centro una fontana e numerose panchine che invitano a una sosta, guardato da alcuni dei più bei palazzi visti in città, eleganti nella loro forma slanciata e con i tetti arrotondati. Uno di questi è il Grillska huset  fondato nel 1680 da un genovese della famiglia Grillo, altri ospitano uffici e una storica farmacia, e all’interno presentano testimonianze di quanto la città di Stoccolma, già nel medioevo, fosse dotata di sistemi idraulici. Qui acquistiamo un po’ di souvenirs, tra cui il Dalahorse, il cavallino di legno dipinto a mano simbolo della città: scegliamo un modello azzurro del 1940.

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Ci spostiamo per visitare Storkyrkan, la Cattedrale, edificio medioevale dall’interno sobrio, ma con alcuni particolari veramente insoliti: la statua di San Giorgio e il Drago realizzata in legno e corna d’alce,  le sedie dedicate al re e alla regina, sormontate da due  enormi corone,un maestoso altare in ebano e argento e il Vädersoltavlan, un quadro che rappresenta l’insolito fenomeno di cerchi disegnati nel cielo attorno al sole. Il dipinto risale al 17° secolo, e riporta un fenomeno visivo apparso nel cielo di Stoccolma il 20 aprile 1525. Ovviamente all’epoca si era pensato a un evento soprannaturale, mentre oggi sappiamo che si tratta di cristalli di ghiaccio esagonali che fungono da prismi e procurano questo fenomeno detto “sun dog”.

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A questo punto vogliamo visitare la zona più moderna, la City, con l’intento di raggiungere l’Hard Rock Cafè: camminiamo così a lungo, prima in uno spazio pedonale ricco di negozi dai marchi globali più famosi, raggiungiamo Hötorget Square, la piazza con un allegro mercato di fiori, frutta e verdura (quanti funghi!), di fronte alla Royal Concert Hall (Konserthuset), il teatro dove si tiene la cerimonia della consegna dei premi Nobel, e ai grandi magazzini Pub, i più antichi della capitale.

6.jpgDa qui raggiungiamo la zona universitaria e la bella costruzione circolare dell’Osservatorio; rientriamo quindi attraverso l’Observatorielunden, un parco che guarda la città dall’alto e ci permette una bella passeggiata cercando i riferimenti più interessanti. Costeggiamo la Adolf Fredriks kyrka, bianca chiesa del 18° secolo, a croce greca, intitolata al re che pose la prima pietra, e torniamo a Gamla Stan costeggiando il Palazzo Reale fino alla chiesa finlandese (Finska Kyrkan), uno degli edifici più vecchi della città.

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La nostra cena (buona ma global) è al ristorante Magnus Ladulås.

8.jpg11 settembre – Approfittiamo ancora della  barca per farci portare al Vasa Museet, un enorme vascello in legno del diciottesimo secolo, naufragato alla prima uscita in mare e recuperato, restaurato ed esposto, per osservare da vicino com’era fatto e decorato un veliero di legno da carico.  Intorno alla nave ci sono le ricostruzioni di ambienti dell’epoca, esposizione di utensili e filmati, si percepisce il forte fine didattico di questa esposizione.  Lasciamo il museo per raggiungere a piedi la via Strandvägen e ammirarne le bellissime case, imponenti per l’altezza e delicate nell’eleganza delle decorazioni. Arriviamo alla chiesa di Santa Clara (Klara Kyrka), caratteristica chiesa protestante affiancata dal cimitero, ma è chiusa e non possiamo visitarne l’interno.

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Ritorniamo perché abbiamo in programma la visita guidata alla City Hall, il palazzo municipale dove si tiene il banchetto dedicato ai premi Nobel. La costruzione, che sembra molto antica, in realtà è datata 1923, con un esterno elegantissimo, un grande cortile e affaccio sull’acqua. Sulla torre, a mezz’altezza, c’è un romantico balcone. Entriamo attraverso la “Volta dei Cento”, : la prima sala, detta sala blu perché l’architetto intendeva dipingerla di quel colore (e invece ha preferito lasciarla con i mattoni a vista), ha caratteristiche architettoniche medievali e alcune volute irregolarità, in quanto l’intento di chi ha costruito era quello di farla somigliare a una piazza italiana. Contiene il più grande organo del Nord Europa. 10.jpgUn grande scalone principesco conduce al piano superiore, e attraverso un corridoio dal pavimento in legno che scricchiola volutamente sotto i nostri passi, arriviamo alla sala consigliare (i rappresentanti eletti sono equamente divisi tra uomini e donne) che prevede uno ampio spazio per il pubblico. L’aspetto di questa sala è sontuoso, e il soffitto, in legno e vetro, richiama una “casa lunga” vichinga: il vetro serve per attrarre più luce possibile in un paese che per diversi mesi all’anno ha pochissime ore di sole. Molto efficace, sebbene ingombrante, è il sistema di riscaldamento, mentre ci dicono che le tappezzerie e le tende, spesso rinnovati, sono tessuti in Italia. Riprendiamo il giro: attraversiamo un corridoio con un affresco metaforico dedicato alla Svezia, arriviamo alla Sala delle tre Corone, così chiamata dai tre lampadari che la illuminano, dove è possibile ammirare il quadro panoramico  “View from Mosebacke” di Elias Martin, fino alla all’incredibile Golden Hall. E’ una enorme sala interamente coperta da un mosaico dorato, con immagini ispirate alla storia di Stoccolma, oltre ad alcuni piccoli disegni che ricordano il contestato architetto che l’ha realizzata. La guida ci spiega che la quantità di oro usata è modesta, in quanto si sono usate tesserine di vetro riflettente, spalmate di vernice dorata, ma l’effetto complessivo è davvero suggestivo. La parete principale è dedicata alla Svezia come Queen of Lake Mälaren, dai lunghi capelli al vento, omaggiata da Oriente e Occidente, e il decoro intorno richiama leggende e favole del Paese.

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12.jpgUsciamo nel cortile del palazzo, dove troviamo un bel Dalahorse a grandezza quasi naturale, e ci spostiamo nella torre, la cui guglia è ispirata all’antico castello Tre Kronor: ci aspettano 365 gradini da salire per arrivare in cima. La prima tappa è alla Torre della Vergine, dove una principessa situata dietro una finestra attende di essere salvata da San Giorgio, posizionato leggermente più in alto. L’interno è un museo in verticale, con busti e statue da ammirare durante l’ascesa, in particolare la statua di San Erik alta quasi otto metri. Continuiamo nel passaggio Circolare, nel Passaggio della Torre fino alla Soffitta della Torre, e infine la Torre di Legno, con il supporto  dell’orologio e gli ingranaggi. In cima, sulla Torre di Rame, ci aspettano le statue di quattro santi, Erik, Clara, Maria Maddalena e Nicola, e con un ultimo piccolo sforzo ci portiamo sotto le nove campane della torre. Da qui, il panorama completo di Stoccolma è molto soddisfacente!  Sopra di noi, le tre corone.

http://stockholm.arounder.com/it/palazzi-storici/city-hall-at-dusk/city-hall-bell-tower.html

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Lasciamo la City Hall, mentre scopriamo che oggi, sabato, si celebrano i matrimoni nel vestibolo del quartiere delle feste, l’Ovale: la cerimonia dura pochi minuti ed è gratuita. Ritornando,  assistiamo alla partenza della Maratona di Stoccolma.14.jpg

Ci dirigiamo quindi verso l’isola di Skeppsholmer,  e troviamo una sorpresa: è in  mostra il famoso “Esercito di terracotta”, la collezione di circa 8mila guerrieri, molti dei quali forgiati a grandezza naturale, scoperto nel 1974 e ancora in corso di recupero, a guardia della tomba del primo imperatore cinese, vissuto intorno al 200 a.c. La particolarità di queste sculture è da ricercare nel fatto che sono tutte diverse una dall’altra, negli abiti e soprattutto nelle sembianze del viso e nella espressione degli occhi.

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Ritorniamo verso Gamla Stan godendo dell’austera bellezza di questa città, dove ceniamo all’accogliente Bistro Ruby, e continuiamo con una bella passeggiata notturna nel verde di Kungsträdgården.

12 settembre – Ci resta mezza giornata, e decidiamo di trascorrerla al Moderna Museet.

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Ritorniamo quindi a Skeppsholmer; mentre ci avviciniamo al museo siamo accolti da alcune installazioni ispirate a Mirò, ma di autore svedese, e da quattro potenti sculture di Calder che rappresentano i quattro elementi naturali. L’ingresso del museo è tappezzato con l’immagina rosa e gialla della mucca di Andy Warhol, e la collezione è molto interessante, con opere di artisti svedesi, ma non mancano lavori dei maggiori artisti internazionali.

http://www.modernamuseet.se/en/Stockholm/

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All’uscita ci aspetta un’ultima sorpresa: Skeppsholmer è in festa. L’isola è stata per lunghi anni solo una base navale militare, ora ha perso questo vincolo e oggi festeggia aprendo al pubblico le sue costruzioni e gli antichi velieri, che ancora portano le tracce del passato militare. Non mancano, come dappertutto, bancarelle e giochi.

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Prima di salutare questa splendida città, ci portiamo un’ultima volta al Palazzo Reale, dove assistiamo al solenne cambio della guardia.

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Facciamo quindi l’ultima passeggiata tra i suoi aristocratici palazzi e i giardini reali, la zona di Riddar Holmen e ancora  le statue, i vicoli e le costruzioni medievali di Gamla Stan.20.jpg

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Lasciamo una città rispettosa di sé e degli altri, ordinata e pulita, nella quale i suoi abitanti possono permettersi il lusso straordinario di usare la bicicletta e, la sera, semplicemente appoggiarla al muro sotto casa.

(10 settembre – 12 settembre 2010)

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